UCI, David Lappartient minaccia di revocare la licenza a squadre e organizzatori se il progetto OneCycling verrà portato avanti
David Lappartient interviene a muso duro contro le squadre e gli organizzatori di corse che stanno lavorando al progetto OneCycling. Il presidente UCI ha infatti inviato nei giorni scorsi una lettera ai manager delle squadre e agli organizzatori delle gare del WorldTour per metterli in guardia in caso di prosecuzione del progetto, ribadendo così la sua contrarietà a quello che la nuova realtà stava cercando di portare avanti. Dopo aver ufficialmente descritto il nuovo progetto come “incompatibile” con il suo normativo UCI e privo di “coerenza sportiva”, l’Unione Ciclistica Internazionale ha dunque voluto ribadire i motivi di tale rifiuto avvertendo le squadre e gli organizzatori in una lettera inviata dal suo presidente.
“Sebbene l’UCI, per principio, comunichi solo attraverso le vostre organizzazioni rappresentative, desidero rivolgermi direttamente a voi per evitare qualsiasi incertezza o confusione al riguardo e alla luce delle recenti informazioni riportate dai media secondo cui il progetto potrebbe essere portato avanti – scrive Lappartient nella missiva che L’Equipe ha potuto visionare e di cui pubblica alcuni stralci – Dopo che il progetto OneCycling è stato sviluppato da una serie di squadre e organizzatori, in collaborazione con SURJ (la filiale sportiva del Fondo pubblico di investimento dell’Arabia Saudita, PIF) all’UCI sono stati presentati gli elementi di base del progetto alla fine del 2024 e una proposta di calendario per le Series, composte da prove del WorldTour”.
Il presidente dell’UCI, candidato unico alla sua successione per un terzo mandato e quindi sicuro della sua rielezione, ricorda poi la genesi di un progetto che secondo quanto riportato più volte in passato avrebbe dovuto ricevere dal fondo PIF 300 milioni di dollari (circa 260 milioni di euro) in tre anni a partire dal 2026, per riunire diversi attori del ciclismo, tra cui organizzatori di gare e istituzioni, con l’obiettivo di portare a una revisione del calendario, nonché a una diversa distribuzione degli introiti, motivo principale della rivoluzione cercata dalle squadre, che con il sistema attuale si sostengono solo grazie agli investimenti degli sponsor.
Lappartient sottolinea dunque che il progetto “consentirebbe ai suoi membri di imporre le proprie condizioni ad altre parti interessate del ciclismo e di influenzare, con decisioni collettive, gli interessi delle entità che non fanno parte del progetto”, condizione che “solleva gravi problemi sportivi – e potenzialmente di concorrenza – creando un potenziale conflitto di interessi”
Arriva così l’avvertimento da parte del presidente UCI: l’eventuale prosecuzione del progetto OneCycling “porterebbe a legami non autorizzati tra squadre e organizzatori”, quindi a sanzioni da parte del Comitato Direttivo dell’UCI “che possono arrivare fino alla revoca delle licenze delle squadre WorldTour […] e alla revoca della registrazione delle gare dai calendari WorldTour“. Intezionata dunque a far chiudere in modo definitivo il progetto OneCycling, l’UCI invita tuttavia nella sua lettera tutte le parti interessate del ciclismo “a lavorare insieme su progetti futuri” per migliorare l’economia di questo sport.
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